POESIE DI UNA SOPRAVVISSUTA ALL'INFERNO DI AUSCHWITZ

Clara Soriano Avzaradel

Era un giorno d'estate,
di un'estate assolata,
risplendente di vita.
Una nazione si vedeva umiliata!
Generati dall'isola di Rodi, alla rifunsa ammassati,
in fila pigiati,
gli occhi colmi di terrore,
pronti a subire il furore.

Voi che siete i primi,
i più giovani, i più forti,
il ritmo mantenete.
Avanti, avanti, andate ...
alla morte.

Per voi, segnati dall'età,
per voi, non c'è pietà.
Accelerate i vostri passi stanchi,
alla legge dei barbari bisogna sottostare.
Non c'è altro di cui si possano gloriare!
Marciate, strisciate,
verso le porte che conducono alla morte!

Che cosa a dei bambini si può dire?
Gli occhi invasi dal terrore!
Senza cibo;
pigiati, nei treni malttratati.
Niente acqua, niente pane.
Il morso della fame.
Di rabbia, piangete,
bimbi saggi, piangete.
I racconti della nonna
quieteranno i vostri spiriti.

I barbari sono risoluti :
il vostro guardare sconvolto
non li ha certo turbati.
Le favole della nonna
li lasciano indifferenti.
E' a loro che dovrete rendere conto :
conto della vostra fede
nell'imagine di un unico Dio!




No! Non siamo
gli abbandonati
che si vuol credere.
E' questa pagina di storia
una pagina senea gloria;
una nera, nera pagina di storia
scritta su di noi,
fino all'ultima sconfitta
della teutonica barbarie!
Beati i bambini, beati,
quei dolci cherubini!
Cullati con amore e tenerezza
nelle braccia delle loro madri!
L'aureola del martirio "quelle madri"
perfettamente incorona.
Amano teneramente l'innocenza!
Quei bambini, quei bambini che si esprimono
col suono del loro violino
senza ancora aver articolato
il primo nome : Mamma!

L'immacolato e il puro
di quelle anime innocenti,
niente potrà piegare i mostri!
Fino alle porte che conducono alla morte,
anche per i bambini proseguirà la marcia.

Guardiani e torturatori,
nati anch'essi, da un ventre partoriti ...
germanici Ostrogoti,
tutti ci vogliono, tutti,
fino all'ultimo.

Marciate, strisciate ancora,
pressati dalla violenza,
gregge indifeso.
Solo alle porte del crematorio
troverete riposo.

Denso e nero il fumo
dai camini si alzerà.
Di gasati ed asfissiati
il loro destino sarà.
Inceneriti,
al capriccio del vento abbandonati. Clara Soriano Avzaradel

Retour au sommaire


- Copyright © 2001: Moïse Rahmani -